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Ma il capomanovra Hubicka guardava il cielo azzurro, adesso quel cielo lo vedevo anch'io,
su tutto il firmamento sta distesa Zdenicka, la nostra telegrafista, il capomanovra le alza delicatamente la gonna,
poi prende un timbro dopo l'altro e con lunghi movimenti mette quei timbri sul sedere della telegrafista
e vidi come la squadra del treno e quella della locomotiva, tutti guardavano il cielo,
e tutti vedevano la stessa cosa, quest'avvenimento bello a causa del quale si erano fermati con la scusa di far vapore.
bohumil hrabal, treni strettamente sorvegliati
Così lanciammo ancora alcune volte l'aquilone ai cieli, la zingara s'era fatta coraggio e reggeva i fili e tremava tutta proprio come me, tremava come tremava anche l'aquilone sotto i colpi del vento, reggeva il filo col ditolino e gridava per l'entusiasmo.
Una volta a sera tornai a casa e, la zingara non mi aspettava, accesi la luce, uscii e riuscii fino al mattino davanti alla casa, ma la zingara non venne, non venne neanche il giorno dopo, non venne mai più. La cercai ma non la vidi mai più, la zingara bambinella piccolina, semplice come un legno non sgrossato, la zingara come respiro dello spirito divino, la zingara che non voleva niente più che accendere la stufa con la legna che portava sulle spalle, quei pali e tavole pesanti dei cantieri di demolizione, legni grandi come una croce, davvero non voleva più che cucinare gulasch di patate con salame di cavallo, aggiungere carbone nella stufa e in autunno lanciare l'aquilone nei cieli.
E dopo aver alimentato il fuoco, venne di nuovo a stendersi sopra di me, girò la testa in modo da guardare il mio profilo, e con un dito mi disegnava il naso e la bocca e in generale quasi non mi baciava e neanch'io la baciavo, ci dicevamo tutto con le mani, e poi giacevamo e guardavamo i bagliori e i riflessi della metà del forno di ghisa spaccato, il quale emanava dal proprio interno una luce ricciolina che nasceva dalla morte del legno.
Non volevamo ormai niente altro che vivere così fino all'eternità e all'infinito, come se ci fossimo già detti tutto da tanto tempo, come se fossimo nati insieme e non ci fossimo mai abbandonati.
bohumil hrabal, una solitudine troppo rumorosa