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venerdì, 26 ottobre 2007

Io, nel pensarti, vengo preso nei mancamenti
che prendono i ragazzi nel buio del corridoio.
Non  è paura, non è voglia di noi,
è solo quel male che viene dalla bellezza
e quel sentirsi lontani di noi a noi stessi.
Ma, quando ti guardo, allora non sono più io.
Sono fuori di me, fiato d'un niente, un'ombra che respira
il fiato del mondo dentro di me.

franco loi

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postato da: harveyz alle ore 07:23 | link | commenti
categorie: pensare
giovedì, 18 ottobre 2007

Nei sogni baciabilissimo

intoccabile come un filo scoperto nella realtà

era quel signore.

Allora come fare?

Bastava confondere un poco sogno e realtà

cancellare con una bianca gomma

l'inutile linea di confine.

postato da: harveyz alle ore 17:59 | link | commenti (2)
categorie: confine
martedì, 09 ottobre 2007

(...)

Il mio amato

sembra sia stato straniero

dall’inizio della sua esistenza

come un dio in un tempio nepalese.

E’ un uomo dei secoli passati

una reminiscenza della bellezza originaria.

Nel suo spazio

come nel profumo dell’infanzia

costantemente risveglia

memorie innocenti.

E’ come un’allegra canzone popolare

piena di barbarie e nudità.

Ama sinceramente

le particelle della vita

le particelle della polvere

il dolore dell’Uomo

il dolore puro.

Ama sinceramente

un vicolo fiorito del villaggio

un albero

un gelato

una corda da bucato.

Il mio amato

è un uomo semplice.

Un uomo semplice che io

ho nascosto

nella spaventosa regione delle meraviglie

in mezzo alla macchia dei miei seni

come l’ultimo segno di una religione felice.

Forugh Farrokhzad (1934-1967)

postato da: harveyz alle ore 10:31 | link | commenti
categorie: acqua
venerdì, 05 ottobre 2007

Ti dicevo al telefono (di cui
piú mi prendono le pause, gl'imbarazzi
docili, e se ci udiamo respirare)
ti dicevo al telefono un amore
che urge, e perché.

Elio Pagliarani da "Inventario privato"
postato da: harveyz alle ore 17:13 | link | commenti (1)
categorie: respiri
lunedì, 01 ottobre 2007

04_c

I tuoi occhi

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi 
che tu venga all’ospedale o in prigione 
nei tuoi occhi porti sempre il sole.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi 
questa fine di maggio, dalle parti d’Antalya, 
sono cosi, le spighe, di primo mattino;

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi 
quante volte hanno pianto davanti a me 
son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi, 
nudi e immensi come gli occhi di un bimbo 
ma non un giorno han perso il loro sole.

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi 
che s’illanguidiscano un poco, i tuoi occhi 
gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:
allora saprò far echeggiare il mondo 
del mio amore.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
Così sono d’autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul. 

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
verrà giorno, mia rosa, verrà giorno
che gli uomini si guarderanno l’un l’altro
fraternamente
con i tuoi occhi, amor mio,
si guarderanno con i tuoi occhi.
n.k.
postato da: harveyz alle ore 13:06 | link | commenti
categorie: occhi